Adolf Wölfli
Follia creatrice
Adolf Wölfli (1864-1930) è uno dei maggiori esponenti della corrente comunemente denominata Art Brut. Questi artisti lavorano secondo dei criteri particolari che capovolgono radicalmente i presupposti dell'arte occidentale (la prospettiva, l'attenzione ai dettagli e la separazione tra parole e immagini) che viene sentita come riduttiva rispetto alle esigenze sensoriali ed espressive anche da altre due categorie di compilatori di immagini: i bambini ed i malati mentali.
Il mondo raffigurato da Wölfli è la visualizzazione di una cruda realtà a cui egli è obbligato dalla sua interiorità, che è condizionata dall'individualità della sua esperienza e dalla sua mancanza di relazioni sociali.
Internato nel manicomio di Waldau dal 1895 fino alla sua morte perché ritenuto schizofrenico, Wölfli inizia a disegnare, scrivere e comporre musica. Gradualmente acquista coscienza di essere un vero artista, fino a diventare megalomane e litigare con gli altri pazienti del manicomio che non apprezzavano le sue opere. Egli, tutto compreso nel suo universo interiore, decora muri, porte, paraventi dell'ospedale.
Nel 1907 incontra il dottor Walter Morgenthaler, uno psichiatra che gli dà fiducia e gli fornisce il materiale per lavorare nonché una stanza tutta per lui, e che, nel 1921, scriverà Un malato di mente come artista, una monografia sull'opera e la vita di Wölfli, opera d'avanguardia nel settore psicopatologico ed artistico.
Wölfli vuole esprimersi e, per fare ciò, si appropria anche di immagini e parole tratte da riviste e giornali, rielaborandoli esteticamente e riconducendoli al suo proprio sistema scritturale. Dal continuo perfezionamento di quest'ultimo egli arriva a definire un vero e proprio stile, caratterizzato dalla ripetitività della singola immagine, eliminando così il concetto di pezzo unico caratteristico dell'arte occidentale. L'intero dipinto è un rincorrersi di nastri continui, che rappresentano la stessa immagine ad intervalli regolari, avendo così un effetto decorativo. Rappresentazioni naturalistiche di uomini, di animali, di edifici e di paesaggi, strisce di testo glossate, poemi e solfeggi percorrono l'intero disegno formando una cornice agli ornamenti stessi. Lumache ed uccelletti, campiture nastriformi e tratteggi sono alcuni degli elementi che creano un gioco di simmetrie, ordinano e impostano ritmicamente il disegno. I volti stampigliati che ricorrono costituiscono in parte una rappresentazione di se stesso e in parte ritratti di terze persone. L'indagine del rapporto tra decorazione e narrazione è una costante dell'intera opera di Wölfli.
Adolf Wölfli è un chiaro esempio di artista totale. In lui parola, musica, cifra ed immagine confluiscono, superano i confini reciproci e si fondono in un insieme animato e pittoresco.
Il suo caso attirò l'attenzione di Sigmund Freud, l'ammirazione dei più importanti surrealisti come André Breton, che in lui vide un esempio straordinario di automatismo psichico, e stimolò lo studio del rapporto che intercorre tra malattia mentale ed espressione creativa.
Questo progetto rappresenta la prima occasione per l'Italia di poter ammirare l'operato di un artista geniale, le cui opere sono state esposte in mostre personali e collettive di numerosi musei e gallerie in Europa e negli Stati Uniti.
Il progetto, oltre a presentare le opere su carta di Adolf Wölfli, prevede anche la produzione e messinscena di due opere in musica originale, ispirate agli scritti e alle immagini di Wölfli, Trauermarsch (Marcia funebre) e Ein vatter=ländischer Liederbogen (Un arco di canzoni patriottiche), della compositrice svizzera Regina Irman. Il concerto avrà luogo il 25 novembre alle ore 20,30 presso il CCS.
Inoltre, per approfondire e contestulizzare il personaggio Wölfli all'interno dell'Art Brut, è stata organizzata una tavola rotonda per il giorno 2 dicembre alle ore 18 alla quale parteciperanno Daniel Baumann, Carlo Bertelli e Vittorio Fagone.