Florence Chevallier

Florence Chevallier

Provenienza: Galerie Les Filles du Calvaire - Parigi

La felicità è uno stato di soddisfazione completa di tutti i desideri umani, è conseguente ad una realizzazione totale a livello personale e sociale.
La felicità è spesso legata alla coppia, il cui trasporto comprende una vasta gamma di registri: dalla sessualità al contratto sociale, dalla comunione volontaria di ritmi e psicologie distinte alla quotidianità di una vita in cui ogni cosa, anche l’amore, ha un suo tempo.
Passa sulla felicità un sentimento passeggero; in amore bisogna essere in tre, l’uno, l’altro e la grazia, questa chance esterna e favorevole che non potrebbe non essere evocata.

Florence Chevallier mette in scena questo trio che l’indicibile ha reso infernale.
Prendendo suo marito e lei stessa come oggetto di questo doppio ritratto, la serie Le Bonheur descrive una geografia sottile e instabile del rapporto amoroso e della percezione - sempre ansiosa - dei segni ambivalenti dell’armonia o della frustrazione.
Queste scene di genere, come la felicità, non hanno storia; scrutano e spiano momenti intimi e comuni, giustapposti nel tempo di una consapevolezza vaga ma attenta.

Nella tradizione giudeo-cristiana, il matrimonio resta sinonimo di fusione assoluta, di complementarietà perfetta in una sorte comune suggellata da un forte impegno morale, che tiene conto delle individualità nelle loro diversità. In questo contesto ideale, la colpa - che non risulterebbe dalla coppia ma piuttosto dalle singolarità che la compongono - assume un tono fatale. Queste immagini di presenze divise e di sguardi divergenti, colme di simbolismo aleatorio, iconografizzano gli stati della coppia al di fuori degli atti, in una dimensione intuitiva in cui la disgregazione e il fallimento sono tanto latenti quanto la sua presunta serenità.

Realizzazione: Massimo D'Elia
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