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Antropologia Manicomiale
Provenienza: Archivio Manicomio - Torino Questo nutrito corpus di fotografie è stato eseguito nel Regio Manicomio di Torino, luogo di confluenza e detenzione coatta di umanità in preda a quella cosidetta malattia mentale, che sancisce poi soltanto il carattere di diversità, il non essere riconducibile a quanto, per comune definizione, viene ritenuto normale.
Il manicomio viene qui rappresentato come spazio di esclusione, di tolleranza e di controllo, soprattutto per coloro la cui più grave colpa è l’incapacità di rientrare in una logica di autosufficienza, ossia di essere laboriosi e produttivi. In questo prezioso insieme di immagini organizzate come un atipico reportage, e con intenti tra il segnaletico e il documentario, uomini e donne si atteggiano in inconsapevoli pose dove la disperazione, la disgrazia e l’infelicità di un vissuto inconsapevole si sublimano in stranianti visioni di irraggiungibile valore estetico.
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Realizzazione: Massimo D'Elia
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