Marzia Migliora

Marzia Migliora

Provenienza: Artinvest - Torino

Sottovuoto
Marzia Migliora inizia nel 1995 la sua ricerca fotografica nei musei, scegliendo come soggetto per le sue immagini i reperti conservati, e la porta avanti fino ad oggi avvertendo le potenzialità di sviluppo di questo stesso lavoro.

Ha intitolato questo progetto, del tutto inedito e in fase di completamneto, Sottovuoto.
E’ un titolo ambiguo, al contempo legato al quotidiano uso di prodottti e merci (ha quindi una valenza merceologica) ma, soprattutto, le è utile per introdurre direttamente ed esplicitamente il tema del suo attuale lavoro: la conservazione.

"La mia riflessione sull’idea di conservazione (per esteso di trasmissione e quindi di Storia) che avviene in termini visivi e analitici in uno dei suoi luoghi di elezione - il museo - è orientata in questo momento verso l’uomo.
Parlo di uomo e non di corpo, poiché sono consapevole del fatto che l’istituzione museale, nei suoi vari settori di competenza o studio, tramanda non solo parti di organismi o organismi nella loro interezza, bensì un complesso simbolico ad uso di Storia o di Scienza.

Ciò che mi preme di render evidente, attraverso le mie fotografie, sono le singole modalità conservative di queste istituzioni, controllando le differenze di presentazione - o di ostensione - a seconda dell’ambiente di pertinenza. Per questa ragione ho scelto di operare in tre differenti istituzioni museali.

Museo Regionale di Scienze Naturali, Torino.
Qui l’uomo è inserito chiaramente in una catena di tipo evoluzionistica - darwiniana, fondata quindi su un’idea di evoluzione progressiva.
Ciò che mi è parsa evidente è la scientifica indistinzione tra la modalità conservativa cui sono sottoposti uomini o animali.

Museo di Antropologia e di Etnografia dell’Università di Torino.
Ho scelto questo istituto poiché sono conservati qui alcuni esemplari di mummie, tra cui una bellissima mulier. La conservazione assume, nella cultura dell’antico Egitto una valenza del tutto diversa da quella finalizzata ad una catalogazione di tipo scientifico.
Ha a che fare con un progetto di continuità, oltre la vita, ed è rivolto all’eternizzazione dell’uomo proprio attraverso il perdurare , e il "resistere", del suo corpo a fronte degli agenti corrosivi del tempo.

Museo Lombroso di Torino.
Il museo, nel quale attendo e spero di poter entrare, è di difficile accesso poiché i reperti ivi conservati non sono stati catalogati interamente.
E’ un museo fondato su una forte idea e volontà di catalogazione.
Il reperto non è smeplicemente conservato e repertoriato bensì esposto congiuntamente ad un giudizio di ordine morale".

Realizzazione: Massimo D'Elia
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