L'esposizione apre con la sezione storica.
La SPIRITUALITA' permea in modo contrapposto altri due importanti documenti: un album sui Manicomi di Torino (1910) e Milano (1937/45); e quello del Congresso Eucaristico che si tenne a Torino nel 1953.
II VIAGGIO della tradizione romantica rappresentato da un raro garotipo di Maxime Du Camp amico e compagno di Gustave Flaubert.
Con Lewis Hine la fotografia del periodo moderno, non evoca emozioni, non ritrae, ma tocca il tema della DENUNCIA del senso di colpa della società.
La TRASGRESSIONE e messa in mostra con le immagini "distorte" di Weegee o i fotomontaggi che proclamano l'assoluta libertà della creazione artistica di dada e futuristi.
Si chiude la sezione storica per passare alla contemporanea attraverso una selezione di trenta immagini di Robert Frank, Diane Arbus e Duane Michals .
Riflettere sulla condizione umana porta molto spesso a considerare gli errori propri o altrui.
La fotografia scrive la realtà anche quella più intima.
Alla Felicità e spesso associato l'AMORE (e la coppia); in amore bisogna essere in tre: l'uno, l'altro e la grazia.
La MALATTIA come stato mentale, tema romantico, ha come pretesto l'Aids, il virus del secolo, ma entrambi i reportage di Nan Goldin e di Scott Thode sono atti d'amore vitali, non compassionevoli, diretti l'uno all'amica Cookie Mueller e l'altro a una ragazzina di nome Venus.
Del paradossale rapporto tra DOLORE e PIACERE si occupa Regine Cirotteau nella serie Aura Hysterical
La fotografia si afferma come pratica esistenziale e non come atto di documentazione del reale nei lavori di tre giovani artisti: Carlo Benvenuto, Paola De Pietri e Luisa Lambri coordinati da Raffaella Cortese, ponendo al centro della loro ricerca la rappresentazione del vissuto, intendono la fotografia come pratica necessaria per definire il nostro rapporto con lo spazio: "Descrivere ma non narrare" il proprio spazio domestico, inserendo tra se e questo ambiente la maggior distanza possibile (e l'esperienza di Carlo Benvenuto); gli spazi quotidiani che trasudano frammenti di vissuto come contrapposizione all'assenza, al freddo e al vuoto (Paola De Pietri); sono luoghi estranei, poco rassicuranti nella loro raggelante anonimità, nei quali la Lambri si avventura mossa della ricerca, della nostalgia e dal desiderio di evocare la presenza di chi quei luoghi ha abitato.
Continua il gruppo dei giovani autori che intendono la fotografia come pratica esistenziale con Marzia Migliora , Fabio Paleari (produzione Biennale '97), Valentin Vallhonrat e Alessandra Spranzi.
I quattro artisti presenti in Camera d'Arte: Per Barclay (Norvegia), Susy Gomez (Spagna), Simone Westerwinter (Germania) e Daniel Blaufuks (Portogallo), coordinati da Giorgio Persano offrono uno stimolante esempio di quanto l'arte contemporanea sempre più abbraccia la fotografia facendone mezzo proprio di espressione artistica.
La PRIGIONE come luogo di sospensione, di attesa, di non vita.
I contributi di Ulrich Wüst (storia di giovani nella Berlino democratica al tempo del Muro) e di Joachim Schmid (una ricerca sul valore dello "scarto" fotografico e sul recupero delle immagini buttate) completano il quadro delle partecipazioni tedesche alla Biennale.
Un ritorno contemporaneo all'ALBUM di famiglia rappresentato nel lavoro di Catherine Poncin che riproduce fotografie tratte dalle pagine dei giornali e da archivi o trovate nei mercatini, decontestualizzandole e lasciando la ricostruzione della storia o del ricordo allo spettatore.
Al GIOCO, all'Infanzia "al mito dell'eterno fanciullo" ci riportano in modo contrapposto il dolce reportage di Marianna Cappelli e l'installazione di Alexander Apostol, in cui il Gioco del Mondo (o della Settimana) si ripropone con un collage di immagini coperto da una lastra di plexiglass: un gioco al quale non e più possibile giocare.
Il viaggio si chiude con tre REPORTAGE: quello di Paolo Pellegrin (produzione Biennale '97 in collaborazione con Grazia Neri), e un viaggio dall'Europa all'Asia legato alla pornografia. |
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